
Mentre il centrodestra si preoccupa di
salvare il premier da processi scomodi, il 12 novembre il Gruppo del
PD del Senato ha illustrato in una conferenza stampa, una mozione sui temi della giustizia che contiene una serie di proposte per
migliorare l'efficienza del sistema giudiziario e per accelerare i tempi dei processi, è stata presentata dalla Presidente dei senatori del PD
Anna Finocchiaro, dai senatori
Alberto Maritati e
Felice Casson e dagli altri componenti PD della Commissione Giustizia di Palazzo Madama.
I senatori del Pd sostengono che a rischio di estinzione sono anche tutti quei processi che riguardano reati come la truffa, la bancarotta semplice, i reati contro la pubblica amministrazione, oltre quelli fiscali e valutari''. Ed e' per questo che i parlamentari continuano a difendere con forza, in due distinte mozioni, alcune loro controproposte sulla giustizia come quella, ad esempio, dell' ''ufficio del processo'' che nella scorsa legislatura era stato messo a punto dall'allora sottosegretario alla Giustizia
Alberto Maritati, dopo aver ricevuto anche il gradimento del centrodestra. ''Nella scorsa legislatura anche Roberto Centaro, ora senatore del Pdl, si disse disposto a firmare il progetto di legge. Abbiamo chiesto piu' volte al Guardasigilli Alfano come mai, invece, questa proposta giaccia nei cassetti della Commissione Giustizia senza trovare alcun seguito. Ma lui non mi ha risposto. Eppure con questo ddl si sarebbero riusciti realmente a velocizzare i processi senza colpi di spugna per nessuno''. L'aspetto ''inaccettabile'' del testo elaborato dal legale del premier e deputato del Pdl Niccolo' Ghedini e', per i senatori del Pd, anche il fatto che ''il diritto ad un processo rapido dovrebbe essere un diritto garantito per tutti. E non solo per i colletti bianchi''.
"Spero che la maggioranza presenti proposte concrete. Se sono per annullare i processi in corso noi non ci siamo, non possiamo insultare le vittime di reati per aggiustare due o tre questioni. Se vogliamo migliorare il servizio della giustizia, siamo qua a dire si. Diciamo no alla cancellazione dei processi in corso. Spero che la maggioranza, dopo tutti questi dialoghi, se ha intenzione di procedere a una riforma seria presenti proposte concrete. Se intende annullare processi in corso non possiamo esserci".
E' la prima reazione del segretario del PD,
Pier Luigi Bersani, dopo le indiscrezioni sul vertice di maggioranza sulla giustizia daIl presidente della Camera dove Gianfranco Fini annuncia: "No alla prescrizione breve, presto un ddl sulla durata dei processi".
E' lo stesso segretario Pd ad introdurre l'iniziativa: "Daremo battaglia, non e' assolutamente accettabile. Ancora una volta abbiamo delle norme che discriminano i cittadini di fronte alla legge con il solo fine di risolvere i problemi del presidente del Consiglio. La questione e' serissima perche' non ci viene mai consentito di discutere i problemi del Paese. Questo invade il dibattito politico del Paese e crea ulteriori tensioni delle quali non ci sarebbe bisogno. Abbiamo fatto diverse proposte di legge a favore dei cittadini e per l'ammodernamento degli stessi e della pubblica amministrazione. Non vedo perche' dovremmo partire da un meccanismo complesso e ingiusto e con profilo di anticostituzionalita' al solo fine di risolvere i problemi del presidente del Consiglio". A chi gli domandava se fosse possibile un tavolo comune, Bersani ha ribadito: "Se arrivano queste norme noi combattiamo. Voglio rivolgermi anche ai parlamentari della maggioranza per chiedere loro se pensano che sia giusto che un rom recidivo per un piccolo reato debba andare subito a sentenza e uno invece che e' imputato di corruzione, essendo magari incensurato, possa evitare il processo perche' non siamo in grado di garantire i processo breve. E’ grave che il ministro della Giustizia Alfano sia d'accordo con queste iniziative. Su questi temi si rischiano tensioni di cui il Paese non ha davvero bisogno".
"Il punto e' semplice, al di la' delle tecnicalità - ha aggiunto
Bersani - spero che la maggioranza, dopo tutti questi dialoghi, se ha intenzione di migliorare la giustizia presenti proposte concrete. Fin qui, ho percepito anche negli atteggiamenti del presidente della Camera che c'è l'intenzione di affrontare la riforma della giustizia senza subordinarla a convenienze. Se sono per annullare i processi in corso noi non ci siamo". In concreto, secondo il leader democratico, "se c'è una riforma organizzativa, procedurale perché si arrivi a sentenza siamo d'accordo. Se si prende un pretesto per interrompere i processi, non siamo d'accordo, ce' un problema obiettivo e non possiamo insultare le vittime di reati per aggiustare due o tre questioni. Il che non significa impedire una discussione sulla giustizia. Tocca a loro togliere dal tavolo le questioni che non interessano i cittadini".
Il segretario PD trova tempo anche per liquidare la proposta Pdl sull'immunità parlamentare: "Se vogliamo parlare di Parlamento parliamo di riduzione del numero dei parlamentari, di superamento del bicameralismo perfetto, parliamo, senza antipolitica, di riduzione dei costi della politica, non di immunità parlamentare".
Si è parlato di prescrizione solo per gli incensurati, ma "sarebbe ulteriore discriminazione", denuncia la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera,
Donatella Ferranti: “Se è vero che l’ipotesi su cui ragiona la maggioranza è quella che per i reati puniti sino a dieci anni di reclusione vi sarebbe un’ulteriore riduzione di un quarto dei tempi di prescrizione se l’imputato è incensurato, il processo Mills a carico del premier sarebbe giusto giusto pronto ad essere dichiarato estinto e di lì a poco quello per frode fiscale Mediaset. Nel merito – osserva - tutti gli imputati hanno diritto ad una ragionevole durata del processo, indipendentemente dalla loro fedina penale. Il problema è intendersi su quali sono le riforme per la giustizia che possono effettivamente ridurre i tempi dei processi per tutti, incensurati e non, imputati, detenuti, in attesa di giudizio (di cui sono piene le nostre carceri) e imputati a piede libero. Non bisogna strumentalizzare la prescrizione del reato, che riguarda il tempo in cui vi è l’interesse dello Stato a perseguire e ad accertare in tempi ragionevoli i reati commessi, per trovare vie di uscita ad autorevoli imputati incensurati. La ragionevole durata del processo non può essere legata alla condizione soggettiva della persona, recidiva o non, è un fondamentale diritto di civiltà che deve essere attuato nel nostro ordinamento, non solo per gli incesnurati!. Altrimenti, parliamoci chiaro, si sta piegando una garanzia, che è per tutti, all’interesse di pochi. E ne sarebbe la dimostrazione che se è vero che per i reati puniti sino a dieci anni di pena vi sarebbe un’ulteriore riduzione di un quarto dei tempi di prescrizione se l’imputato è incensurato il processo Mills a carico del premier sarebbe giusto giusto pronto ad essere dichiarato e di lì a poco quello per frode fiscale Mediaset. Basta con le norme ad personam”.
Inoltre, per il leader del PD Bersani, serve fare riforme istituzionali, senza perdere tempo con questioni come l'immunita' parlamentare: "Il nostro problema non è questo, non credo che questo sia un problema da mettere all'ordine del giorno. Se mai ridurre il numero dei parlamentari, fare la legge elettorale, portare i costi della politica a livello europeo: questo si capisce. E su questo noi ci stiamo".