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Art.5
Cost. “La Repubblica,
una e indivisibile...”
Ma
sarà davvero così?
Luglio
2008: dito medio alzato contro l’inno d’Italia; attacco ai
professori “terroni”; chiamata alla rivolta di 15 milioni di
padani; definizione della nostra Repubblica come di uno stato
fascista; consiglio di utilizzare la bandiera italiana come carta
igienica.
Agosto
2009: Insegnamento obbligatorio del dialetto nelle scuole; ritorno
alle gabbie salariali; bandiera padana al posto del tricolore e
offese all'inno d'Italia.
In
questi ultimi anni l’estate è divenuta ormai la stagione
“politica” leghista. Sfruttando
il vuoto informativo, mentre le altre forze politiche vanno in ferie
oppure si dedicano alle feste di partito, la Lega si mobilita.
Ma
le “battute” estive della Lega non sono affatto da sottovalutare
perchè il loro fine non è cambiare le leggi, ma cambiare la società
attraverso battaglie culturali sulle quali obbligano tutti a
confrontarsi. Perciò dialetti, inno nazionale, esame per gli
insegnanti meridionali, gabbie salariali e spari ai barconi degli
immigrati si coniugano in un grande terrificante progetto: imporre
una nuova visione della nostra storia e cultura nazionale.
Qualcuno
di voi potrebbe pensarla come il Presidente del Consiglio,
Berlusconi, che liquida le frasi di Bossi come “folklore estivo”
o “colpi di sole”. Se abbiamo ancora rispetto per il ruolo di
ministro della Repubblica, (Bossi è addirittura il Ministro per le
Riforme), questo non può più essere accettato.
Inoltre,
Bossi ha invitato il governo a non stanziare fondi per celebrare il
150° anniversario dell'Unità d'Italia. Queste le sue parole «Ho
detto al Consiglio dei ministri di dare i soldi alla gente, non per
ricordare una cosa che poi è andata in senso opposto. Bisogna
reagire contro la canaglia che ci ha privato dei dialetti e
dell’identità per trasformarci in schiavi».
In
un qualsiasi Paese europeo degno di essere chiamato civile, si
prenderebbero provvedimenti contro parole del genere, in Italia
continuiamo ad ignorare questi fatti e a lasciarli nel dimenticatoio
con il passare dei giorni.
Noi
del Gruppo Consiliare del Partito Democratico di San Casciano non ci
sentiamo di tacere di fronte all'ennesimo attacco, l'ennesimo
tentativo di secessione politica e culturale all' Italia, una ed
indivisibile.
Ma
davvero vogliamo che Bossi, la Lega e questo governo continuino a
infangare la storia e la cultura del nostro Paese? Noi non lo
possiamo accettare...
«La
crescita degli immigrati non toglie lavoro agli italiani» anzi...
Questo
non lo diciamo noi, ma uno studio della Banca d'Italia contenuto nel
rapporto sulle economie regionali secondo cui:
NUOVE
OPPORTUNITÀ PER GLI ITALIANI: l'afflusso di lavoratori stranieri
impiegati con mansioni tecniche e operaie ha accresciuto le
opportunità «per gli italiani più istruiti» impiegati in
«funzioni gestionali e amministrative», mentre le donne avrebbero
beneficiato della presenza straniera, nel settore dei servizi sociali
e alle famiglie, come per esempio colf e baby sitter, attenuando «i
vincoli legati alla presenza di figli e l'assistenza dei familiari
più anziani e permettendo di aumentare l'offerta di lavoro»
femminile.
ANTIDOTO
ALL'INVECCHIAMENTO: L’afflusso di immigrati dall’estero
nell’ultimo decennio - secondo lo studio - ha sostenuto la crescita
dell’occupazione in Italia, «contribuendo a contrastare il
progressivo invecchiamento della popolazione». Gli stranieri, recita
lo studio, «hanno un tasso di occupazione superiore a quello degli
italiani e redditi da lavoro significativamente inferiori». Quindi
in parole spicciole: la maggior parte degli stranieri ha un lavoro
(in % sono più occupati degli italiani) ma sono comunque
discriminati e sottopagati.
Purtroppo
l’azione pubblica di questo governo appare oggi prevalentemente, se
non esclusivamente, interessata a governare la parte «scura»
dell’immigrazione. E lo fa a volte con misure e stili che ci
valgono richiami a livello internazionale. Questo comportamento non
costituisce soltanto un grave errore strategico per lo sviluppo del
Paese, perché non aiuta gli italiani di domani, ma rischia anche di
mettere in seria difficoltà l'economia e la società di oggi,
fortemente bisognosa di lavoratori stranieri. Questo governo così
attento agli umori dell'opinione pubblica, così pronta a cogliere le
paure e gli spaesamenti degli italiani di fronte all’immigrazione,
non si è accorto che nel Paese ci sono anche disponibilità e
aperture di tanti cittadini che in Italia (secondo un recente
sondaggio a cura della UE) sono favorevoli a concedere il voto locale
agli immigrati, di una larga maggioranza (79%) propensa a rendere più
facili gli ingressi per studio e per lavoro e di una schiacciante
maggioranza (90%) contraria alla discriminazione.
Insomma
una politica che si occupasse non solo di punire i comportamenti
illegali, ma anche di valorizzare e premiare i molti immigrati onesti
e produttivi, non solo gioverebbe all’Italia di domani, ma non
dispiacerebbe neppure agli elettori di oggi.
CHI
SONO I NOSTRI STANIERI:
Provengono
soprattutto dall'Est europeo e dal nord Africa. Hanno un'istruzione
medio-alta, parlano piuttosto bene l'italiano e spesso conoscono
altre due-tre lingue. Vivono per lo più in famiglia ma per lo più
coltivano il sogno di ritornare in patria. Tre su quattro hanno un
lavoro, sono soprattutto operai, colf e badanti, e sono 620 mila i
bambini figli di stranieri nati e residenti in Italia. Degli italiani
pensano che siano ''brava gente'' e del nostro governo che dovrebbe
pensare un po' di più alla ''convivenza pacifica tra gli immigrati e
gli italiani''.
Settembre 2009
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