Lunghi e
convinti applausi hanno accompagnato l’intervista di Veltroni che ha chiuso
sabato 6 settembre la
prima Festa Democratica nazionale a Firenze davanti a un
folto pubblico. Segno che il popolo democratico è ancora vivo, che non è in
smobilitazione e che è anzi pronto a ingaggiare nuove battaglie per contrastare
le politiche del governo in carica e per mettere in campo idee e progetti
alternativi, che, in prospettiva, consentano al PD di ricandidarsi a guidare il
Paese con ben maggior forza e credibilità di oggi.
Ma quali
idee e progetti? Un utile spunto può trarsi proprio dall’intervento del
Segretario. Il passaggio più applaudito, interrotto da una vera e propria
ovazione che sapeva di liberazione, è stato quello in cui ha parlato di
immigrazione e sicurezza, accentuando particolarmente i toni sull’integrazione,
sulla necessità di considerare l’extracomunitario come un fratello, un vicino
di casa anch’egli titolare dei nostri stessi diritti. Finalmente si è detto con
chiarezza che la maggiore sicurezza della società passa anzitutto dalla
costruzione di un sistema di tutele e riconoscimento dei diritti (ad es., il
diritto di voto) dei soggetti più deboli (come gli immigrati): il modo
migliore, e più giusto, per strapparli dalla marginalità ed includerli a pieno
titolo nella comunità in cui vivono e lavorano.
Il PD, la
sua classe dirigente e la sua base, ritrova forza ed orgoglio quando mette
efficacemente in campo gli ideali di uguaglianza, di solidarietà, di giustizia,
che, evidentemente, costituiscono ancora i valori fondativi di un partito
riformista di centrosinistra proiettato verso il futuro. E questi sono i
principi che dobbiamo tornare, con coraggio, a riaffermare e sbandierare,
declinandoli in ogni tema dell’agenda politica che abbiamo di fronte
(istruzione, federalismo, lavoro, ecc.), per ridare entusiasmo e voglia di fare
politica (quella con la P maiuscola) ai militanti del partito, che sanno ancora
scaldarsi e commuoversi quando sentono di poter assolvere alla missione storica
di rendere più giusta la società in cui si vive. Ma anche per ridare voce e
speranza a quella società più profonda, e più sofferente, che il PD fatica oggi
a raggiungere (come ha di recente sottolineato D’Alema), con il duplice rischio
che le istanze dei più bisognosi rimangano inevase, quasi invisibili, e il PD
smarrisca per strada una (forse la principale) delle sue ragioni d’essere.