DA DOVE RICOMINCIARE
 

Il futuro del Partito Democratico


 

Walter VeltroniLunghi e convinti applausi hanno accompagnato l’intervista di Veltroni che ha chiuso sabato 6 settembre la prima Festa Democratica nazionale a Firenze davanti a un folto pubblico. Segno che il popolo democratico è ancora vivo, che non è in smobilitazione e che è anzi pronto a ingaggiare nuove battaglie per contrastare le politiche del governo in carica e per mettere in campo idee e progetti alternativi, che, in prospettiva, consentano al PD di ricandidarsi a guidare il Paese con ben maggior forza e credibilità di oggi

 

Ma quali idee e progetti? Un utile spunto può trarsi proprio dall’intervento del Segretario. Il passaggio più applaudito, interrotto da una vera e propria ovazione che sapeva di liberazione, è stato quello in cui ha parlato di immigrazione e sicurezza, accentuando particolarmente i toni sull’integrazione, sulla necessità di considerare l’extracomunitario come un fratello, un vicino di casa anch’egli titolare dei nostri stessi diritti. Finalmente si è detto con chiarezza che la maggiore sicurezza della società passa anzitutto dalla costruzione di un sistema di tutele e riconoscimento dei diritti (ad es., il diritto di voto) dei soggetti più deboli (come gli immigrati): il modo migliore, e più giusto, per strapparli dalla marginalità ed includerli a pieno titolo nella comunità in cui vivono e lavorano.

 

Partito DemocraticoIl PD, la sua classe dirigente e la sua base, ritrova forza ed orgoglio quando mette efficacemente in campo gli ideali di uguaglianza, di solidarietà, di giustizia, che, evidentemente, costituiscono ancora i valori fondativi di un partito riformista di centrosinistra proiettato verso il futuro. E questi sono i principi che dobbiamo tornare, con coraggio, a riaffermare e sbandierare, declinandoli in ogni tema dell’agenda politica che abbiamo di fronte (istruzione, federalismo, lavoro, ecc.), per ridare entusiasmo e voglia di fare politica (quella con la P maiuscola) ai militanti del partito, che sanno ancora scaldarsi e commuoversi quando sentono di poter assolvere alla missione storica di rendere più giusta la società in cui si vive. Ma anche per ridare voce e speranza a quella società più profonda, e più sofferente, che il PD fatica oggi a raggiungere (come ha di recente sottolineato D’Alema), con il duplice rischio che le istanze dei più bisognosi rimangano inevase, quasi invisibili, e il PD smarrisca per strada una (forse la principale) delle sue ragioni d’essere.

 

Da qui possiamo, e dobbiamo, ripartire.

 

 

PARTITO DEMOCRATICO  S. CASCIANO